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Sede delle attività di ISTRID a Roma è il Centro Alti Studi per la Difesa, nel cinquecentesco Palazzo Salviati

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Sede delle attività di ISTRID a Milano è il prestigioso Palazzo Cusani, sede del Comando Territoriale dell’Esercito.

 

ISTRID nasce a Roma alla fine degli anni '70, per iniziativa di membri del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati particolarmente impegnati nel settore della sicurezza e della difesa e rappresentanti i principali partiti politici italiani.

Nato in un contesto istituzionale ISTRID ha per scopo la riflessione sui temi della sicurezza e della difesa in una prospettiva attuale e internazionale. A tale scopo l'Istituto promuove attività di ricerca, formazione ed informazione, rivolta a tutti coloro che ne sono interessati; con particolare attenzione ai professionisti del settore ed ai decisori politici, amministrativi e militari.

ISTRID è un ente di interesse della Difesa; non ha scopo di lucro ed è dotato di propria personalità giuridica.

 

NOTIZIE IN EVIDENZA:

The African Commission on Human and Peoples’ Rights v. Kenya, n° 006/2013: la Corte ordina al Kenya la revoca delle restrizioni che vincolano le transazioni fondiarie nella foresta del Mau.

Dal 2009 è in atto l’esecuzione di ordini di sfratto nei confronti degli Ogiek – popolazione indigena che occupa circa 400.000 ettari della foresta del Mau – sul presupposto della natura pubblica dei lotti e della necessità di sfruttamento delle risorse idriche dell’area.

La violazione degli articoli 2, 3, 4, 14, 17 e 22 della Carta africana dei diritti dell’Uomo e dei popoli ha dato il via al processo che vede imputato il Kenya che, con la decisione n° 6/2013, ai sensi dell’art. 27, par. 2, del Protocollo addizionale della Carta africana dei diritti dell’Uomo e dei Popoli, è chiamato a dare immediata esecuzione del provvedimento cautelare che impone la revoca delle restrizioni che vincolano le transazioni fondiarie nella foresta del Mau.

 

The African Commission on Human and Peoples’ Rights v. Libya, n° 002/2013: la Corte intima alla Libia di garantire al figlio di Geddafi un trattamento carcerario umano e dignitoso.

La Corte africana dei diritti dell’Uomo e dei popoli in esito all’udienza celebrata il 15 marzo 2013 – ma il provvedimento è stato pubblicato solo un mese dopo – si è dichiarata competete alla cognizione della causa promossa contro la Libia che è accusata di presunte violazioni del diritto a un giusto ed equo processo di Seif al-Islam Gadhafi. Inoltre, ai sensi dell’art. 27, par. 2, del Protocollo addizionale della Carta africana dei diritti dell’Uomo e dei Popoli, la Corte ha ordinato al Paese di astenersi da ogni comportamento anche solo potenzialmente lesivo dell’integrità personale del detenuto